Nel nostro Paese l’edilizia ha avuto stagioni diverse che hanno visto la qualità delle realizzazioni cambiare molto nelle varie epoche. Generalmente l’edilizia fino al secondo conflitto bellico mondiale è caratterizzata da edifici in muratura portante, ben costruiti e con caratteristiche buone di durevolezza e salubrità. Il boom edilizio seguito alla ricostruzione post bellica, dati i grandi volumi realizzati soprattutto nelle grandi città interessate dai flussi migratori dal Sud e dalle campagne, ha visto una calo drastico della qualità complessiva, dovuto all’impiego distorto di tecnologie all’epoca innovative come il cemento armato. Le murature, avendo perso la funzione portante, si sono assottigliate con la sola funzione di tamponamento e, conseguentemente, hanno perso qualità in termini di prestazioni termo-igrometriche e acustiche. Dopo la guerra del Kippur e la prima crisi petrolifera ha cominciato a costruirsi una certa sensibilità sui temi dell’uso razionale dell’energia che oggi, visti i grandissimi costi anche in termini di guerre, è diventata trainante per un tipo di edilizia più sostenibile. Purtroppo ancora tante sono le resistenze da vincere, in un paese tradizionalmente resistente al cambiamento, ma l’importanza globale assunta dai temi legati allo sviluppo sostenibile e alla compatibilità della vita dell’uomo su questo nostro bel pianeta, sta spingendo verso la consapevolezza diffusa dell’ineludibilità e dell’urgenza di affrontare un nuovo paradigma di sviluppo che, ovviamente, riguarda anche l’edilizia. Culmine di tutto ciò è la stessa enciclica “Laudato Si” in cui papa Francesco chiama più volte in causa gli attori coinvolti nei processi di sviluppo delle città e degli edifici.